Fibromialgia: quale ginnastica è più indicata?

Non sai quale tipo di ginnastica possa farti bene in caso di Fibromialgia?

Oggi parleremo di Quale Ginnastica è più indicata per la Fibromialgia

Negli ultimi anni molti miei clienti mi hanno riferito di soffrire di questa patologia e osservando anche i dati statistici il fenomeno è in continuo aumento.

In questo articolo vi riporterò i risultati di una mia ricerca fatta su PUBMED, un motore di ricerca di letteratura scientifica biomedica, nell’ambito dell’attività ginnica più indicata per questa patologia da dolore cronico.

Sono emersi dei dati interessanti che voglio condividere con i miei lettori; rispecchiano molto quello che penso da anni e che cerco di diffondere tramite i miei canali.

Come prima cosa cerchiamo di capire:

Cos’è la Fibromialgia?

Una delle ultime definizione riportate da uno studio recente afferma quanto segue: “La Fibromialgia (FM) è una sindrome che colpisce milioni di persone in tutto il mondo (tra lo 0,2 e il 6,6% della popolazione mondiale), in particolare le donne, dopo 50 anni di età.

Nonostante anni di indagine sulla FM, non è stata ancora scoperta alcuna causa definita o fisiopatologia.

Per quanto riguarda la sintomatologia, è nota per essere una sindrome caratterizzata da dolore muscoloscheletrico cronico generalizzato (durata superiore a 3 mesi) con iperalgesia in punti specifici, chiamati “punti teneri” .

Inoltre, i pazienti con FM hanno sintomi psicosomatici associati, come affaticamento, disturbi del sonno (veglia non rinfrescata), ansia, depressione, disfunzione cognitiva, mal di testa e disturbi gastrointestinali.

Così, la presentazione clinica della FM di solito si verifica con la riduzione della capacità funzionali e, di conseguenza, la riduzione della qualità della vita dei pazienti”.

Definizione tratta dall’articolo del 29/11/2019
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6979469/

Le cause non sono ancora chiare, ma allora quali sono i motivi della sua insorgenza?

Un studio pubblicato il 03/10/2017 afferma che: “la fibromialgia può svilupparsi spontaneamente, ma è probabile che rappresenti una risposta biologica stereotipata del corpo agli effetti cumulativi dello stress fisico e psicologico nelle persone geneticamente predisposte.

È associato a disturbi psichiatrici e muscoloscheletrici, che portano a esiti più scarsi, ma può verificarsi anche dopo un’infezione.

Inoltre, la fibromialgia può verificarsi con una maggiore prevalenza nelle persone con disturbi medici cronici in generale”: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29109601/

Lo stress mentale e fisico sembra essere il principale responsabile e la sintomatologia dolorosa sarebbe causata da una aumentata sensibilità del “Sistema Nocicettivo”, il sistema deputato alla percezione del dolore che si trova nel nostro sistema nervoso.

Sulla aumentata sensibilità del sistema nocicettivo c’è un interessante articolo su “Il ruolo della dieta nel trattamento della fibromialgia” di Kathleen Holton.

In questo articolo viene sottolineato come alcuni ingredienti, il glutammato e l’aspartame, siano responsabili di una marcata eccitabilità di questo sistema.

Inoltre viene evidenziato come un basso apporto di acidi grassi omega-3, vitamina B6, magnesio, zinco e antiossidanti possono anche svolgere un ruolo di supporto nella comparsa dei sintomi.

Qui trovi il link dell’articolo per un approfondimento:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27296515/

Quello che sta iniziando a definirsi è che questa patologia sia il risultato di un errato stile di vita.

Ritmi frenetici, cattiva alimentazione, pressioni, responsabilità e sedentarietà stanno portando il nostro corpo a reagire con patologie di sofferenza cronica.

La Fibromialgia è solo una delle tante patologie croniche portate in risalto negli ultime anni, e l’uso dei farmaci per contrastarle si sta rivelando essere “un’arma a doppio taglio” perché nella maggior parte dei casi si hanno effetti collaterali.

A questo punto anche la medicina si è resa conto che non basta intervenire solo con terapie farmacologiche.

Le ultime ricerche scientifiche si sono concentrate sulle terapie non farmacologiche, in particolar modo sulle terapie fisiche e mentali.

La Ginnastica e la Meditazione
sembrano essere la formula vincente

Una delle attività fisiche che si è rilevata essere tra le più efficaci per attenuare la sintomatologia della fibromialgia è il Thai Chi.

Questa è una disciplina orientale che nasce come arte marziale ma che oggi giorno viene eseguita più per la ricerca del benessere psicofisico.

Infatti, si eseguono movimenti lenti e controllati da in piedi, c’è una costante ricerca del baricentro e si eseguono anche posizione complesse con le gambe molto divaricate che permettono di allungare i muscoli in modo attivo.

Viene considerata una meditazione in movimento in quanto la componente mentale è predominante.

E’ stato fatto uno studio su 657 soggetti che hanno praticato per 12/16 settimane il Thai Chi e il risultato ha evidenziato una significativa riduzione dei sintomi.

I partecipanti esposti a questo trattamento sperimentale hanno affermato di aver avuto un miglioramento della qualità del sonno, percepivano meno fatica, sentivano di aver alleviato la depressione e affermavano di aver migliorato fisicamente e psicologicamente la qualità della vita.

Articolo del gennaio 2020: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31519264/

Questa disciplina, confrontata con tante altre, risulta essere più efficace perché è una meditazione in movimento.

Secondo una raccolta di studi scientifici fatti su più discipline l’approccio multimodale è il più efficace.

Ciò vuol dire che la ginnastica in questione deve abbracciare tutte le capacità condizionali (forza, resistenza e coordinazione), deve incentrare il lavoro sull’allungamento dei muscoli e sull’equilibrio ma il dato più importante è che bisogna fare esercizi di consapevolezza corporea, esercizi di concentrazione e meditazione.

Questi studi hanno analizzato diverse attività fisiche come l’allenamento acquatico, l’allenamento aerobico, lo stretching e il rinforzo muscolare in generale, tutti i lavori hanno mostrato piccoli miglioramenti ma non significativi.

Si è visto che l’attività fisica è importante ma deve essere associata a molti più interventi, come per esempio il controllo dell’alimentazione, il cambiare stile di vita ma soprattutto fare esercizi con la mente.

Da qui il concetto di lavoro multimodale o multicomponente.

Negli stessi lavori sono state analizzate delle persone che, oltre all’esercizio fisico, sono state sottoposte anche a terapie mentali di nuova concezione come Graded Motor Imagery (GMI) e Therapy Neuroscience Education (TNE). “Sono strumenti terapeutici che hanno lo scopo di facilitare la riorganizzazione della corteccia sensoriale e motoria, ridurre il dolore e migliorare la funzione nei pazienti con dolore muscoloscheletrico cronico. Inoltre, la TNE ha lo scopo di insegnare ai pazienti la neurobiologia, la neurofisiologia, l’elaborazione e la rappresentazione del dolore nel sistema nervoso centrale”: https://journals.lww.com/md-journal/FullText/2020/01240/Effectiveness_of_a_multicomponent_treatment_versus.37.aspx

Insomma, la conclusione è che bisogna prendere consapevolezza del proprio corpo sia a livello teorico che pratico.

A tal proposito un altro studio interessante è stato fatto sull’equilibrio.

Si è visto che l’allenamento integrato con esercizi di propriocezione ha effetti benefici sui risultati clinici e migliora l’equilibrio nei pazienti con fibromialgia, anche se i risultati positivi non sono persistiti dopo l’interruzione del programma riabilitativo a lungo termine. 

Ciò significa che una ginnastica incentrata sull’equilibrio sarebbe una sana routine quotidiana da mantenere nel proprio stile di vita.

Articolo del 7 novembre 2019: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31721958/

Conclusioni e applicazioni pratiche

Sono state analizzate tante altre discipline come il Pilates e lo Yoga e quasi tutte le persone hanno riportato un attenuazione dei sintomi da Fibromialgia mentre svolgevano queste attività.

Il Thai Chi probabilmente risulta essere più efficace perché è un ottimo mix tra esercitazioni di equilibrio in stazione eretta e concentrazione mentale.

Riassumendo i punti chiave emersi finora da questa ricerca potremmo capire meglio quali possano essere le future applicazioni pratiche:

  • Avere consapevolezza del corpo scegliendo discipline motorie che mirino più alla percezione di esso e al benessere psicofisico.
  • Modificare lo stile di vita concedendosi dei momenti per la cura del proprio corpo intesa come esercizio fisico e mentale
  • Controllare l’alimentazione facendo attenzione ad alcuni nutrienti.
  • Conoscere a livello teorico il sistema nervoso e capire come funziona la nostra percezione del dolore
  • Fare meditazione
  • Esercitare l’equilibrio

Considerazioni personali

Con questa ricerca ho scoperto che la comunità scientifica ha prodotto molte ricerche su questa patologia e proprio nell’ultimo anno si sta approfondendo tutto ciò che concerne la terapia non farmacologica.

Dopo aver letto più di 30 articoli sull’attività fisica e la fibromialgia risulta abbastanza chiaro come lavorare il proprio corpo e conoscerlo con esercizi di consapevolezza sia fondamentale.

La terapia del movimento non sarà la cura definitiva ma di certo migliora la sintomatologia e non risente di effetti collaterali; chi la applica può solo trarne giovamento.

Le persone affette da questa patologia spesso soffrono di “Kinesiophobia” ovvero la paura di muoversi, la paura di non conoscere le capacità del proprio corpo. Non a caso, da questa ricerca, il Thai Chi risulta essere la migliore attività fisica per la Fibromialgia.

Sembra quasi ironico che una disciplina con movimenti “rallentati e pensati” sia ottima per contrastare lo stress dovuto ai nostri ritmi frenetici che ci mantengono la mente sempre impegnata.

Traendo le mie conclusioni la Fibromialgia è dovuta allo stress mentale che si ripercuote su tutto il sistema neuromuscolare.

Ma il sistema nervoso non ha una sola direzione di comunicazione. Se quello che pensiamo si ripercuote sul nostro corpo, allora forse possiamo agire al contrario influenzando la nostra psiche in modo positivo tramite la ginnastica fatta con movimenti meditati e rilassanti.

Se volessimo vedere il Thai Chi da una prospettiva più occidentale potremmo definirlo come una ginnastica posturale da in piedi. Carpendo i concetti che ruotano intorno a questa ginnastica capiamo quant’è importante essere concentrati totalmente in quello che si sta facendo.

Se durante un semplice movimento cominciamo a controllare il respiro, la postura, la fluidità dei gesti ma, soprattutto, cominciamo visualizzare il movimento nella mente prima di farlo, allora cambia tutto. E’ un po’ quello che fanno i grandi atleti prima di compiere una loro prestazione: si concentrano e nella loro mente visualizzano il gesto tecnico che devono eseguire.

Tanti mastri di vita, di ginnastica e di sport, sottolineano quanto detto sopra.

Joseph Pilates diceva: “non è importante cosa si fa ma come lo si fa”.

Quindi, se vogliamo intervenire efficacemente sullo stress, quando ci concediamo del tempo per noi cerchiamo di concentrarci unicamente su quello che stiamo facendo.

Un esempio potrebbe essere mettere lo smartphone in modalità aereo almeno una volta al giorno. Questo è un semplice gesto che oggi giorno ci risulta molto difficile da attuare.

Proviamo a partire da questo e vedrete che quel momento, oltre ad essere il vostro allenamento, assumerà un ruolo disintossicante dallo stress quotidiano.

Bibliografia

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